MEDICINA AYURVEDA

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ayurvedaQuesto è  articolo che apre solo un piccolo spiraglio di luce su una medicina complessa e antica

Ci vogliono molti anni di studio e di pratica per diventare un medico Ayurveda  esperto e la conoscenza approfondita di  Medicina Generale (Kaya), Chirurgia (Shalya), Trattamento delle malattie di orecchie, naso, gola, occhi (Salakya), Psichiatria, Psicologia (Bhuta Vidya), Pediatria (Kaumara Bhritya), Tossicologia (Agada), Scienza del ringiovanimento (Rasayana), Sessuologia (Vajikarana)

 

Nel 1976 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), inseriva la Medicina Ayurvedica nel suo programma “Salute per tutti entro il 2000”; non si trattava di un platonico omaggio a una delle più antiche scuole mediche dell’umanità, era invece un riconoscimento ufficiale della validità di una tradizione “curativa” che seppur non ignota in occidente, non vi ha mai goduto di un’adeguata considerazione.

Essa è una medicina antica e modernissima allo stesso tempo, perché prende in considerazione anche aspetti che noi scopriamo solo oggi come per esempio, l’ambiente, l’alimentazione e l’evoluzione dello Spirito del soggetto.

La medicina Ayurvedica e’ nei fatti la Medicina Naturale insegnata e praticata, fin da migliaia di anni prima dell’era volgare, nell’India.

 

L’ayurveda (in sanscrito: आयुर्वेद) è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dall’antichità, diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale.

 

L’Ayurveda è, al 2015, ben integrata nel sistema sanitario nazionale indiano con diversi ospedali ayurvedici presenti in tutto il paese. Negli Stati Uniti la pratica dell’ayurveda è consentita nell’ambito dell’esercizio delle terapie complementari.

 

Ayurveda è una parola composta da ayur, durata della vita o longevità e veda conoscenza rivelata. Molti traducono erroneamente l’ayurveda come scienza della vita. In realtà è un sistema medico molto vasto e complesso comprendente aspetti di prevenzione, oltre che di cura, che permetterebbero, se applicati rigorosamente, di vivere più a lungo, migliorare la propria salute e rispettare il proprio corpo.

 

Nel Charaka Samhita, uno dei testi fondamentali dell’Ayurveda, troviamo la definizione dell’Ayurveda e della materia di cui tratta: “Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa. ” (Charaka Samhita I, 41)

Nello stesso testo troviamo la definizione di Ayus , vita, che è intesa come combinazione di quattro elementi:

– corpo

– organi dei sensi

– mente

– anima

L’Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico. Secondo l’Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale.

Il concetto di equilibrio espresso dall’Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha di “Dio”, ecc.

 

L’ayurveda si occupa da tutti i punti di vista del benessere delle persone, nel loro aspetto fisico, psichico e spirituale e si occupa delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. Lo scopo è quello di aiutare le persone malate a curarsi, e le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie. I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati e combinati con acidi fulvici ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi, ecc.

 

Le origini dell’ayurveda sono intrise della ricca mitologia indiana. Si ritiene infatti che l’ayurveda, la “scienza della durata della vita”, risalga a Brahma, creatore dell’universo. Costui fece dono del sistema ayurvedico a Daksa Prajapati e da questi agli Asvin, ed infine da loro ad Indra, signore degli dei vedici. Da Indra infine l’ultimo passaggio ai suoi 4 discepoli, Bharadvaja, Atreya, Kasyapa e Dhanvantari. Nella Caraka Samhita, nei primi capitoli, è narrata la storia dell’origine mitica dell’ayurveda.

 

Le origini storiche dell’ayurveda si perdono indietro nei millenni, a un’epoca precedente al ritrovamento di documenti scritti che certifichino la sua esistenza. È opinione condivisa infatti che come per molte altre tradizione ed opere, anche per l’ayurveda e per i Veda in generale, ci sia stata una capillare diffusione orale prima della sistemizzazione in forma scritta che cominciò ad avvenire con una serie di trattati a partire dal 450 a.C. circa. La testimonianza di Faxian, un pellegrino buddhista arrivato nel V secolo d.C. nella città di Pataliputra, è una delle più antiche descrizioni al mondo di un sistema ospedaliero civico, e fa pensare che l’India possa essere stato il primo paese al mondo a sviluppare un sistema metropolitano organizzato di assistenza medica su base istituzionale

 

Secondo l’Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell’individuo. Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano.

 

I tre dosha sono:

 

Vata

composto da spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna, …). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidezza e fluidità. La sua sede principale è il colon ed i suoi 5 sub-dosha sono: Prana, Udana, Samana, Apana e Vyana.

Pitta

composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l’intestino tenue ed i suoi 5 sub-dosha sono: Pacaka, Ranjaka, Sadhaka, Alochaka e Bhrajaka.

Kapha

composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità. I suoi cinque sub-dosha sono: Kledaka, Avalambaka, Bodhaka, Tarpaka e Slesaka.

I dosha consentono di classificare le tendenze psicofisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l’ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha (vikriti); l’individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale (prakriti) e quindi la guarigione. Le principali cause di squilibrio dei dosha sono tre:

 

il prajna-aparadha, ovvero l’errore dell’intelletto che si concretizza nel ripetere azioni, tenere atteggiamenti che, pur sapendo intrinsecamente sbagliati, vengono perpetuati in nome di desideri o pulsioni materiali;

il kala-parinama, ovvero le oscillazioni dei dosha all’interno del giorno, delle stagioni e della vita;

l’asatmyendriyartha-samyoga, ovvero l’errato uso dei sensi, intendendo con questo un uso improprio in eccesso o difetto dei sensi.

 

L’Ayurveda prevede la propria terapia attraverso 5 azioni differenti volte a riequilibrare i dosha (quando necessario), o rafforzarli, lavorando sullo stato di vikriti (malattia, squilibrio) al fine di ripristinare la prakriti (salute, equilibrio) della persona. Queste azioni comuni (che sono personalizzate e differiscono in tipologia, da una persona ad un’altra, anche se hanno la stessa patologia)

La strada indicata può passare da trattamenti da eseguire con olii medicati o polveri d’erbe presso un Terapista qualificato, alcuni dopo essere stati visitati da un Vaidya (Medico Ayurvedico).

Sostanze erboristiche naturali da assumere sotto forma di pastiglie o tisane secondo prescrizione.

Consigli alimentari corretti a seconda del proprio Dosha (‘Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo’ – Ippocrate).

Piccole abitudini di vita che possono davvero fare la differenza.

Esercizio fisico appropriato solitamente yoga e tecniche di rilassamento e respirazione profonda.

 

l’Ayurveda ci porta la conoscenza necessaria a mantenere l’equilibrio del funzionamento della mente e del corpo, come prevenire la perdita della memoria della parte illimitata e pura della vita e come correggere l’errore dell’intelletto che porta all’identificazione con i differenti aspetti della vita e alla perdita della consapevolezza della propria vera natura.

Dopo l’affermazione dello Yoga in tutto il mondo occidentale, ove milioni di persone traggono beneficio dalla sua pratica, assistiamo a un crescente interesse per l’Ayurveda e per i principi che ci ha trasmesso. Tali principi sono utilissimi nella nostra era scientifica perché sono principi immutabili e non soggetti a correnti dottrinarie, essi si ritrovano in tutti i sistemi di medicina tradizionale di tutto il mondo. Anche se nel corso del tempo sono stati apportati molti emendamenti e molte aggiunte alle applicazioni e implicazioni dei principi originari, essi rimangono inalterati nella loro essenza.

 

Secondo Charaka, le virtù che devono essere presenti nell’abile medico sono:

 

– conoscenza (Vidya)

– logica (Tarka)

– scienza (Vijnana)

– memoria (Smriti)

– adattabilità (Tatparata)

– prova pratica (Kriya)

 

Questo indica un sistema non dogmatico né staccato dalla ricerca empirica, la combinazione di ipotesi razionali sostenute dall’applicazione pratica e dalla sperimentazione rendono questo sistema estremamente flessibile e in grado di accogliere il contributo di chiunque concorra a migliorarne l’applicazione. Di conseguenza l’Ayurveda ha un atteggiamento molto aperto e liberale nei confronti degli altri sistemi medici con cui si può utilmente integrare.

 

Un  racconto mitologico rivela che Dhanvantari, il medico degli Dei, venne mandato da Indra sulla terra per diffondere la conoscenza della medicina. Dei suoi discepoli Sushruta era particolarmente esperto nell’arte della chirurgia e scrisse un trattato sull’Ayurveda noto come Sushruta Samhita .

Questo trattato riguarda soprattutto la chirurgia anche se parallelamente si occupa della medicina generale. In epoca posteriore Vagbhata scrisse l’Ashtanga Hridaya che descrive l’Ayurveda in forma poetica e che riunisce la sapienza di Charaka nella medicina e l’arte di Sushruta nella chirurgia.

E’ difficile stabilire con esattezza l’epoca di Charaka e di Sushruta per mancanza di riscontri storici precisi, ma gli studiosi sono abbastanza concordi nel fare risalire il Charaka Samhita al VI o VII secolo a.C. In questi trattati vengono descritte le otto parti dell’Ayurveda:

 

– Medicina Generale (Kaya)

– Chirurgia (Shalya)

– Trattamento delle malattie di orecchie, naso, gola, occhi (Salakya)

– Psichiatria, Psicologia (Bhuta Vidya)

– Pediatria (Kaumara Bhritya)

– Tossicologia (Agada)

– Scienza del ringiovanimento (Rasayana)

– Sessuologia (Vajikarana)

 

Già nel 1500 a. C. il grande medico indiano Charaka, sottolineava con vigore l’importanza della corretta dieta alimentare: “Il corpo è il prodotto del cibo” precisava ed aggiungeva: “Le malattie insorgono allorché l’alimentazione è sbagliata“. (questa è la base di tutte le medicine alternative e oggi sempre più medici e scienziati abbracciano e promuovono una corretta alimentazione)

 

La distinzione tra salute e malattia è la stessa che esiste tra dieta equilibrata e dieta non equilibrata. Tuttavia il grande medico dell’antichità indiana assegnava anche allo stato mentale e allo stile di vita ruoli decisivi nel determinarsi da un lato della patologia e dall’altro del benessere; non per nulla, quella Ayurvedica è ritenuta la Medicina Psico Somatica dell’Oriente. (un concetto ripreso e ampliato nella filosofia del medico Edward Bach “Tutto quello che dobbiamo fare è conservare la nostra personalità, vivere la nostra vera vita. Essere capitano della vera nave E tutto andrà bene” secondo il sistema da lui creato  la floriterapia di Bach agisce sugli stati d’animo della persona  che se sbilanciati aprono la strada alle malattie)

 

 

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IMPORTANTE:  fate attenzione ai prodotti Ayurvedici provenienti dall’ India e/o da altre nazioni dell’Estremo Oriente che si acquistano on-line e nei negozi  senza nessun aver subito nessun controllo di qualità ufficiale certificata, senza conoscerne la vera provenienza o se è stata prodotto da una azienda approvata e registrata che rispetta le leggi internazionali sula produzione.

 

La scienza medica Ayurvedica è molto importante in Medicina Naturale ed  è  purtroppo un fatto grave che alcune aziende con i loro prodotti non controllati facciano si che poi si denigri stupidamente una scienza medica antichissima ed utilissima che è basata sugli stessi principi della Medicina Naturale.

 

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