App immunitario

Querfer Plus

 34,50

INTEGRATORE UTILE PER AUMENTARE LE NATURALI DIFESE DELL’ORGANISMO E PER RIDURRE L’INFIAMMMAZIONE INTESTINALE E IL RIPRISTINO DEL MICROBIOTA GRAZIE ALLA PRESENZA DEI SACCHAROMICETES BOULARDII.

30 caps.

Brand:Atena Bio

Scheda Del Prodotto

Querfer Plus è utile per la prevenzione e il trattamento
dei disturbi gastrointestinali, viene impiegato nel
trattamento di infezioni e infiammazioni. Ha proprietà
rigenerative e battericide. Questo prodotto sostiene
le difese del corpo e svolge attività antivirale e
immunomodulatrici: può anche ridurre la durata e la
gravità delle infezioni acute del tratto respiratorio,
aumentando la funzione immunitaria. COVID 19.

INGREDIENTI:
Saccharomyces Boulardii, Lactoferrina, Quercitina,
Astragalus radice, Echinacea angustifolia.

CONTROINDICAZIONI:
Allergia ai componenti.

POSOLOGIA:
Per prevenzione assumere 1 cps die;

per la cura 1 cps
mattina, mezzogiorno, sera a pasto.

Brand

Atena Bio

La filosofia aziendale si basa sul miglioramento della longevità umana, proponendo rimedi e prodotti naturali, usati da migliaia di anni da molteplici popolazioni, sia per la prevenzione che per la cura di tutte le malattie.
Nel corso degli anni Atena Bio S.r.l. ha sviluppato diverse collaborazioni con istituzioni scientifiche, quali il Policlinico Umberto I di Roma e l’Ospedale Cà Foncello di Treviso, per studiare e provare scientificamente i benefici dei propri prodotti. Tra le diverse collaborazioni, si evidenziano anche l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino, Studi e Ricerche Aloe Solidale Mission Italia Onlus di Cagliari, FederAnziani di Roma, Accademia Internazionale di Nutrizione di Barcellona e Associazione di Scienza della Salute di Konniken (Svizzera).

Querfer Plus

Informazioni Erboristiche

probiotici non batterico,il Saccharomyces boulardii, un lievito particolare non di origine umana e sul quale sono stati condotti numerosi studi scientifici e clinici per identificare e dimostrare gli effetti benefici nella salute dell’uomo.

Saccharomyces boulardii: definizione e caratteristiche

Il Saccharomyces boulardii (SB; famiglia Saccharomycetaceae, divisione degli ascomiceti del regno dei funghi) è un lievito, che la nomenclatura internazionale standard definisce come subspecie del lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) ma dal quale si differenzia per caratteristiche tassonomiche, metaboliche e genetiche: per certi aspetti le differenze sono tali da permettere oggi di considerare il SB come specie separata all’interno della sua famiglia.

numerosi studi scientifici sono stati indirizzati a dimostrare gli effetti antimicrobici ed antiinfiammatori del SB, a livello dell’apparato gastro-intestinale dell’uomo, e in particolare gli effetti benefici nel trattamento dello stato diarroico acuto, subacuto e nelle manifestazioni croniche delle sindromi da malassorbimento intestinale (leaky gut).

I meccanismi d’azione di Saccharomyces boulardii come spazzino dell’intestino

Numerosi studi scientifici e clinici hanno messo in luce i meccanismi d’azione con i quali il SB esplica le sue azioni nell’intestino nell’uomo e che gli hanno regalato il nome di ‘’fermento lattico spazzino’’:

-attività antibatterica diretta: per l’effetto calamita (la cellula del lievito adsorbe e fissa sulla sua superficie la cellula batterica inibendone l’adesione sulla mucosa intestinale dell’ospite oppure lo sviluppo dei filamenti batterici) e per il rilascio di sostanze con effetto antibatterico (mannosio, glicoproteine, enzimi come fosfatasi o proteasi)

-attività antiinfiammatoria:

–1) per secrezione e rilascio di sostanze ad azione trofica, come la secrezione di poliammine che inducono l’attivazione della sintesi e rilascio di enzimi e proteine carrier sulla superficie della membrana intestinale (il corredo enzimatico del brush border intestinale);

–2) per regolazione inibitoria della sintesi e rilascio di molecole pro-infiammatorie come interleukine e fattori di crescita tumorale – TNFα, INFα;

–3) per attività diretta di riformare l’integrità della superficie epiteliale, tramite effetto di accelerazione della migrazione in superficie di nuovi enterociti , sotto comando della regolazione dinamica della integrina α2β1 (glicoproteina integrale di membrana, coinvolta nei processi di integrazione della matrice extracellulare)

attività immunomodulatoria: per inibizione dell’attività delle cellule dendritiche (qui il SB inibisce il rilascio di citochine e l’innesco della sintesi di cellule T) e per aumento di sintesi di immunoglobuline A

cura dei sintomi acuti e prevenzione delle recidive nella sindrome del colon irritabile e malattie infiammatorie croniche dell’intestino (malattia di Crohn, sindrome da leaky gut, sindrome da malassorbimento indotta da terapie e interventi farmacologici forti come radio e chemioterapia)

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A cosa serve la lattoferrina

Tipica del latte, come il nome stesso fa intuire, la lattoferrina è presente anche in varie secrezioni mucose, come lacrime e saliva.

Più abbondante nel colostro rispetto al latte di transizione e di mantenimento, la lattoferrina risulta inoltre tipica dei granulociti neutrofili, cellule immunitarie con funzioni di difesa da infezioni batteriche e fungine.

Le proprietà antimicrobiche della lattoferrina sono principalmente dovute alla capacità di legare il ferro, sottraendolo al metabolismo di quelle specie batteriche – come l‘Escherichia coli – che dipendono da esso per la propria moltiplicazione e adesione alla mucosa intestinale (effetto batteriostatico); ha inoltre un’azione antibatterica diretta (battericida), grazie alla capacità di ledere gli strati più esterni della membrana cellulare (LPS) di alcune specie batteriche GRAM negative.

Non è quindi un caso che la lattoferrina venga sfruttata anche dall’industria alimentare per trattare le carcasse di manzo e proteggerle dalla contaminazione batterica di superficie.

Similmente, non è casuale nemmeno il fatto che la lattoferrina si concentri a livello di molte mucose, che per definizione sono quegli strati di cellule che tappezzano la superficie interna delle cavità e dei canali dell’organismo comunicanti con l’esterno, e come tali esposti agli attacchi dei patogeni.

L’effetto antivirale della lattoferrina è relazionato alla sua capacità di legarsi ai glicosamminoglicani della membrana plasmatica, prevenendo l’ingresso del virus e bloccando l’infezione sul nascere; tale meccanismo è apparso efficace contro l’Herpes Simplex, i citomegalovirus, e l’HIV.

La lattoferrina si dimostra efficacie anche nella lotta a certe micosi – ad esempio, Candida.

Esistono anche evidenze circa un possibile ruolo della lattoferrina come agente antitumorale, dimostrato in numerose occasioni su tumori chimicamente indotti in ratti da laboratorio.

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La quercetina, o quercitina, è un flavonolo ossia un composto organico naturale appartenente alla classe dei flavonoidi (famiglia dei polifenoli) e ampiamente diffuso nel mondo vegetale.

Nel mondo vegetale i polifenoli sono composti fondamentali per la fisiologia della pianta: contribuiscono, infatti, alla resistenza contro microrganismi ed insetti, alla pigmentazione, alle caratteristiche organolettiche e permettono alla pianta di sopravvivere a determinate condizioni ambientali anche sfavorevoli.

Proprietà farmacologiche

La caratteristica tipica della quercetina è la presenza, nella sua struttura chimica, di diversi gruppi fenolici che consentono al composto di funzionare potente antiossidante (1, 2):

funziona come scavenger (spazzino) di radicali dell’ossigeno e dell’azoto, ossia è in grado di trasformare queste specie in composti non radicalici privi di tossicità

attiva il fattore di trascrizione Nrf2 che promuove l’espressione di un’ampia gamma di geni antiossidanti

aumenta l’espressione di PON2, un’enzima che protegge le cellule dal danno ossidativo

induce la sintesi del glutatione, un potente antiossidante

aumenta l’espressione di enzimi antiossidanti tra cui la superossido dismutasi, la catalasi, la glutatione perossidasi e la eme ossigenasi

Molti studi in vivo e in vitro hanno mostrato che la querticina, prendendo di mira molte chinasi di segnalazione intracellulare, fosfatasi, enzimi e proteine ​​di membrana, possiede anche potenti capacità antinfiammatorie e immunostimolatorie (3):

inibisce la produzione di TNF-alfa dai macrofagi e la conseguente cascata infiammatoria

inibisce la produzione di enzimi che producono infiammazione: cicloossigenasi (COX) e lipossigenasi (LOX)

inibisce il rilascio di citochine proinfiammatorie

inibisce la produzione di ossido nitrico

induce la produzione di INF-gamma da parte delle cellule Th-1 e inibisce la produzione di IL-4 da parte delle cellule Th-2

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Proprietà dell’Astragalo in Erboristeria

L’astragalo è una pianta cui vengono attribuite numerose proprietà, fra cui ricordiamo quelle immunostimolanti, antiossidanti, antivirali, fibrinolitiche ed epatoprotettive.

Attività Biologica

Le proprietà attribuiite all’astragalo sembrano essere svolte soprattutto dai polisaccaridi e dalle saponine contenuti all’interno della pianta stessa.

L’attività immunostimolante dell’astragalo sembra confermata da diversi studi condotti in merito, da cui è emerso che quest’azione potrebbe essere esercitata attraverso differenti meccanismi, quali: l’incremento della proliferazione dei linfociti B; l’aumento della sintesi di interleuchine e del fattore di necrosi tumorale da parte dei macrofagi e l’incremento dell’attività dei linfociti T.

Un altro studio condotto su animali, invece, ha dimostrato che l’astragalo può essere capace di inibire la replicazione del virus Coxsackie B-3, un enterovirus in grado di provocare miocarditi e pericarditi.

Anche l’attività fibrinolitica dell’astragalo sembra confermata e pare essere esercitata dall’astragaloside contenuto nella pianta. Tale composto, infatti, sembra essere in grado di favorire lo scioglimento dei coaguli di sangue attraverso un meccanismo d’azione che prevede l’incremento della sintesi dell’attivatore tissutale del plasminogeno da parte delle cellule endoteliali.

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Proprietà dell’Echinacea in Erboristeria

Le tre specie principali di echinacea (d’ora in poi, definite semplicemente con il termine “echinacea”) presentano proprietà antivirali ed immunostimolanti dovute alle glicoproteine, alle alchilamidi, ma soprattutto al gruppo dei polisaccaridi (arabinogalattani ed arabinoxilani). Delle proprietà antibatteriche è invece responsabile l’olio essenziale, ricco in terpeni, presente tuttavia in scarsa quantità.

Possiamo quindi dire che le principali proprietà dell’echinacea sono di stimolazione e di potenziamento del sistema immunitario – soprattutto contro le malattie da raffreddamento – batteriostatiche, virustatiche e antinfiammatorie.

 

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